9 Marzo, Legambiente Verona: appello per bloccare i Pfas

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È sempre più fuori controllo l'avvelenamento da PFAS che riguarda falde, acquedotti e corsi d'acqua di almeno 30 comuni tra l'est veronese e l'ovest vicentino. Se ne parlerà mercoledì 9 marzo nella serata organizzata dall'associazione Legambiente Verona. Più che un direttivo allargato, un appello: intervenire e bloccare i Pfas al più presto.

L'incontro si terrà nella Sala Barbarani di Legambiente, alle 20.20 in via Bertoni 4 a Verona.

 

"Abbiamo convocato in tutta fretta un direttivo aperto per discutere non di piani, previsioni, ipotesi ecc. ma di un pericolo che si sta estendendo nell'indifferenza delle istituzioni – spiega l'associazione in un comunicato - Ecco la ragione dei tempi stretti della convocazione, che dovremmo chiamare più correttamente mobilitazione contro l'avvelenamento da Pfas".


Queste sostanze chimiche sono utilizzate principalmente per rendere resistenti ai grassi e all'acqua vari materiali come tessuti, tappeti, carta, rivestimenti per contenitori di alimenti, già da anni presenti nelle falde acquifere nell'est veronese e nell'ovest vicentino e dotate di elevata persistenza nell'ambiente, che possono essere trasportati a distanza nelle acque.


L'inquinamento si è allargato anche alla provincia di Padova attraverso il fiume Fratta Gorzone e sta interessando tutto il territorio nazionale attraverso la commercializzazione di alimenti contaminati quali ortofrutta, uova e pesci provenienti da allevamenti delle zone contaminate (leggi nostri precedenti articoli).


Saranno ospiti della serata:


- Piergiorgio Boscagin, presidente circolo Legambiente "Perla blu" di Cologna Veneta
- Enrico Varali, Centro giuridico di Legambiente, estensore esposto procure di Verona e Vicenza
- Luigi Lazzaro, presidente di Legambiente Veneto, che parlerà delle azioni su scala regionale
- Un dirigente tecnico di Acque Veronesi

 

Verranno proposte azioni da intraprendere per fermare l'intossicazione che ha invaso le falde acquifere e i nostri corsi d'acqua, Agno e Fratta Gorzone.


Ecco quel che dice l'autorità sanitaria, l'ALS n. 17 di Este:
"I dati presenti nella letteratura scientifica sulla tossicità di PFOS e PFOA nell'uomo sono limitati e talvolta controversi. Alcuni studi sui lavoratori esposti per via inalatoria per lunghi periodi non hanno evidenziato significativi effetti nocivi sulla salute direttamente correlabili, mentre altri studi, sempre su lavoratori esposti, hanno rilevato alterazioni dei livelli di ormoni sessuali e di colesterolo associati alle concentrazioni di PFOA nel sangue. Ci sono invece alcuni studi su animali di laboratorio esposti che mostrano una tossicità acuta moderata con effetti sul tratto gastrointestinale e sul fegato, nonché effetti irritativi a livello oculare e cutaneo con livelli molto alti di PFOA nell'aria o applicato sulla pelle. Altri studi su animali mostrano effetti su fegato, sistema gastrointestinale e livelli di ormoni tiroidei, per esposizione cronica."

 

PERCHE' DUNQUE LE ASSOCIAZIONI HANNO TROVATO SEMPRE UN MURO DI GOMMA NEL REPERIMENTO DEI DATI EPIDEMIOLOGICI?

 

Per maggiori informazioni contattare Legambiente Verona: Tel. 045.8009686 | Cell. 392.9961472

 

 

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Ultima modifica il Giovedì, 10 Marzo 2016 11:37

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