Alta Velocità a Verona Est, incontro pubblico lunedì 18 gennaio

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Nel tratto da Verona P.ta Vescovo a Montebello, il progetto di Alta Velocità/Alta Capacità presenta una serie di problematiche ambientali, rispetto al Parco dell'Adige Sud ad esempio, e ai numerosi fabbricati privati coinvolti. Legambiente Verona organizza un'assemblea pubblica in vista del termine per la presentazione delle osservazioni, fissato per il 27 gennaio.

L'incontro si terrà alle 20,30 nella Sala Consiliare della VIIª Circoscrizione di San Michele Extra e sarà un'occasione per singoli cittadini o associazioni per presentare le proprie osservazioni affinché il progetto possa venir modificato, quindi attuato in maniera condivisa e partecipata.


Nel comune di Verona, il progetto è previsto interamente in affiancamento alla linea storica. "Le valutazioni progettuali fatte risultano molto spesso superficiali e di comodo – denuncia l'ex presidente dell'associazione Lorenzo Albi - irrispettose sia dei luoghi e degli ambienti pubblici sia di quelli privati".


Sarà sconvolto, ad esempio, il Parco dell'Adige Sud, un'area naturale protetta che si estende da Porto San Pancrazio a Cà del Bue, "un polmone verde nei pressi del centro città", come lo descrive lo stesso Comune di Verona.


"Le opere di cantierizzazione – prosegue Albi - invaderanno in maniera ingiustificata vaste parti di territorio che possono essere risparmiate solamente adeguando e modificando alcune scelte tecniche di progettazione. Allo stesso modo i proprietari di fabbricati privati che si trovano sul tracciato o nella fascia di rispetto possono chiedere e ottenere compensazioni importanti e indispensabili"


Secondo l'associazione veronese il progetto definitivo dovrà essere sottoposto a nuova Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), dato che quella presentata per il progetto preliminare, peraltro non ancora approvata, non ha affatto considerato le soluzioni alternative, soprattutto là dove il tracciato è stato allontanato dalla linea storica (dal comune di San Martino B.A. fino a oltre l'abitato di San Bonifacio).


"Contestiamo un'inaccettabile sottrazione di suolo agricolo e scempio del paesaggio, che porta con sé un'assurda maggiorazione di costi ed un abnorme uso di risorse (inerti, interferenze con le falde acquifere). È da dimostrare, infatti, l'utilità di un intervento infrastrutturale pesante e particolarmente invasivo nel nostro territorio, in particolare per l'assenza di una esauriente analisi Costi/Benefici che potrebbe evidenziare l'insostenibilità del progetto rispetto a soluzioni meno impattanti dal punto di vista ambientale e socio-economico, oltre che meno dispendiose dal punto di vista economico", fa notare Albi.


L'incontro di lunedì 18 gennaio sarà anche occasione per discutere di mobilità e di trasporto, spostando quote rilevanti di merci e persone dalla gomma alla rotaia. "L'insostenibile condizione generale di congestione del traffico, che contribuisce in maniera determinante alla pessima qualità dell'aria e di conseguenza ai cambiamenti climatici, conduce a rivedere e riconsiderare radicalmente le scelte degli ultimi trent'anni, che hanno destinato la maggior parte dei finanziamenti ad una mobilità con mezzi privati, riservando poche briciole per il trasporto pubblico locale e ferroviario. Facciamo in modo che questo progetto, sconsolatamente dato per certo per il suo completamento sulla tratta Torino-Venezia, possa almeno essere occasione e opportunità per un nuovo corso nella gestione dei trasporti, sia per le persone che per le merci", conclude Lorenzo Albi.

 

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Ultima modifica il Martedì, 19 Gennaio 2016 12:15

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